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Google Local History sa dove sei stato. 5 semplici mosse per riprendersi un po’ della propria Privacy

20 Giu Google Local History sa dove sei stato. 5 semplici mosse per riprendersi un po’ della propria Privacy

Il titolo di questo post è volutamente cinematografico. Come in quel film horror dove il mantra era “So cosa hai fatto”. Ecco, Google ci dice “So dove sei stato”. E ti da la possibilità di vedere in modo assolutamente e dettagliatamente georeferenziato i luoghi che il tuo avatar è stato avvistato nel grande rete di internet.

Parlo di avatar poiché l’identità che viene monitorata è quella del nostro profilo Google, ma soprattutto perchè noto nel mio personale “ritratto geografico” che l’avatar di Filippo Leonardi è stato avvistato a Nuova Dehli, Varanasi e compagnia bella meno di 30 giorni fa, in terre quindi dove la parola avatar – o Avatāra, in sanscrito – significa proprio quello che noi intendiamo: gli hindu parlano infatti di Avatāra per riferirsi ad una delle molteplici incarnazioni del loro dio Shiva. Ed è un po’ come se noi fossimo Dei se rapportati alle decine di profili più o meno social che abbiamo sparsi in giro per il web. No!?

Chiusa la parentesi mistica, mi sono documentato su questo servizio ed ho scoperto alcune cose interessanti. Prima di tutto che i dati che vanno a popolare la mappa relativa ai nostri spostamenti sono rilevati sì dal nostro account Google, ma in particolare dai punti di accesso alla rete che utilizziamo ogni volta che ci connettiamo ad internet da loggati, sia da Desktop che da Mobile. A questo proposito, i nostri cellulari Android sono effettivamente delle ancore che portiamo sempre con noi, in modo che quello che facciamo venga documentato e che i luoghi che visitiamo siano associati al nostro avatar, appunto.

local searchHo trovato strano questo servizio, poichè ritengo che si spinga ben oltre la soglia di Privacy a cui personalmente sono disposto a  rinunciare pur di godere dei benefici offerti dalla tecnologia. Mentre sono consapevole del fatto che fornire il mio nome, cognome, indirizzo, telefono, etc. comporti tutta una serie di controindicazioni che vanno ponderate, e sono io a scegliere a quale strumento “confidare” questa piuttosto che “quella” informazione. Ma pensavo di non aver dato alcun permesso a Google di archiviare su di un database la cronologia dei miei spostamenti. Ed invece, a quanto pare…

Ma siccome non sono un dietrologo, le teorie della cospirazione mi annoiano e ritengo che il problema più grande per l’umanità oggi, oltre al capitalismo, sia l’ignoranza, ritengo plausibile la teoria secondo cui questo servizio sia uno strumento a sostegno del miglioramento dei risultati di di ricerca locali: i server di Google ricordano dove sono stato e tengono conto di queste informazioni quando mi restituiscono un risultato imbeccato da una mia query.

In quest’ottica così mi sembra normale che Google stessa metta a disposizione degli utenti “informati” la possibilità di disabilitare questa “grave” violazione dello spazio privato di ciascuno di noi, o meglio, di ciascun utente Android. In questo interessante articolo viene segnalato come è possibile disabilitare questa feature dal proprio account di Google. Di segiuto le istruzioni passo per passo:

  1. Effettua il login al tuo account Google
  2. Vai sulla pagina del servizio Google Local History all’indirizzo https://maps.google.com/locationhistory/
  3. Clicca in alto a destra sull’icona “impostazioni cronologia” (quella a forma di rotella)
  4. Seleziona “Disattiva” dal menù Cronologia delle Posizioni e clicca su “Salva”
  5. Per cancellare la cronologia delle posizioni precedentemente archiviata clicca su Gestione Cronologia –> Elimina tutta la Cronologia
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