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11 Agosto – Mark Lanegan – Rocca Malatestiana di Cesena – ACieloAperto – Live report

— 11 Agosto – Mark Lanegan – Rocca Malatestiana di Cesena – ACieloAperto – Live report

Screaming Trees, Mad Season, Queens of the Stone Age, Isobol Cambpell, Twilight Singers, Soulsavers, Masters of reality, Melissa auf der Maur, Afterhours (ebbene sì, Afterhours). In tutte le sue reincarnazioni, Mark Lanegan ha sempre scelto di manifestarsi con una ed una sola attitudine, sostenuta da uno stile che lo ha reso celebre già dall’inizio degli anni ’80 e che nel giro di poco più di una decade lo ha consacrato come una delle voci magiche del grunge assieme a Chris Cornell, Layne Stanley, Kurt Cobain e Mark Arm. Il 10 agosto del 2004 usciva Bubblegam, da molti considerato il disco solista più riuscito della sua carriera. A distanza di 11 anni e un giorno, Mark Lanegan torna a Cesena per presentare il suo ultimo lavoro, Phantom Radio.

Alla Rocca Malatestiana di Cesena comincia ad arrivare gente già dalle 19.00, soprattutto grazie agli artisti che si esibiscono sul Go Down Stage, lo spazio allestito nell’area adiacente al palco principale curato dallo staff della Go Down Records. Si parte con Conny Ochs, impegnato in una performance cantautorale a cavallo fra teatralità e distorsioni che incantano la platea. Poi è la volta di Lu Silver & the Strings Band, in formazione electro-acusitca con El Xicano e Alex Germany, Alice Tambourine Lover e  Mother Island. Il pubblico apprezza e aumenta sin dall’apertura delle danze e quando è il turno della Mark Lanegan Band – sul palco principale – molti si stanno ancora spostando.

MARK LANEGAN - Acieloaperto 2015Lanegan saluta il pubblico con un cenno della mano mentre la band che porta il suo nome ha già iniziato a suonare. In scaletta quasi tutto Phantom Radio, in ordine sparso Floor of the Ocean, The Killing Season, Seventh day, I am the wolf, Death trip to Tulsa, si susseguono intervallati da – pochi per la verità – vecchi pezzi estratti da Blues Funeral (the gravedigger’s blues, grey goes black, Riot in my House,  Ode to sad Disco), Field Songs (One way Street) e Bubblegam (Metamphetamine Blues, Hit the City). Il concerto scorre veloce e piacevole, uno spettacolo in cui la voce cimiteriale di Lanegan mette a fuoco una band presente, ma non sempre all’altezza della situazione. Una voce prodigiosa e solenne che sorregge ed è sorretta dalla musica. Una forza che si perde COMPLETAMENTE nelle rare occasioni in cui Lanegan si rivolge al pubblico per ringraziare o per presentare la band. E’ in quelle occasioni che gli spettri del passato di Lanegan si fanno più presenti. Ho pensato: “Questa la cifra della sua arte: una relazione instabile con i riflettori, con i musicisti, con il suo strumento – la voce – che tuttavia rappresenta l’unica cosa in grado di spingerlo oltre, verso un nuovo giorno. E in effetti Mark Lanegan, classe 1965, appare consumato dal suo passato, segnato. Probabilmente i fantasmi che compaiono nelle sue liriche e sulle copertine dei suoi dischi sono solo riferimenti autobiografici al contemporaneo, al Mark Lanegan che non c’è più. Poi però mi rincuoro pensando che in realtà Mark sta solo fingendo di essere arrivato alla fine, che lui rappresenta il rock per quelli che ballavano Nearly lost You in discoteca pensando che Singles fosse un film da grandi. Perchè in fin dei conti va tutto bene e Mark is actually sleeping in a coffin’ (fa il morto per non essere ammazzato)

Mentre mi godo il concerto e penso, trovo il tempo di guardarmi attorno, il parco della rocca Malatestiana è pressoché pieno (ci sono più di 1000 persone, ormai l’unità di misura a Cesena è questa!) ed estremamente suggestivo: le mura illuminate con colori che probabilmente non esistevano nemmeno nel medioevo trasformano lo spazio in un luogo che attraversa i secoli mantenendo intatto il suo ruolo: aggregare persone, metterle in comunicazione. Questo grazie soprattutto allo staff di Acieloaperto – giunto quest’anno alla 2° edizione – l’evento di musica alternativa che mancava ad una città come Cesena, che proprio grazie a una manifestazione come questa inizia a ritagliarsi un posto di rilievo nella geografia dei migliori festival rock regionali – penso a Ferrara sotto le Stelle e alla sua programmazione sempre stimolante – e nazionali – come ad esempio furono i 10 giorni suonati organizzati da Barley Arts al Castello sforzesco di Vigevano .

Che altro dire? anche a Mark Lanegan pare sia piaciuta tanto la Rocca. “It’s a privilege to play here”. Mentre parte Metamphetamine Blues capisco che quello sarà l’ultimo brano del concerto e penso che sì, Mark Lanegan è un monumento agli ’90 che no ce l’hanno fatta – nè a morire, nè a diventare “ricchi”, come Cornell, Vedder o Grohl – per questo continua a guadagnare i nostri applausi, l’ammirazione e l’affetto di tutti gli amanti del rock and roll più vero.

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