10 Mar The Bakery sounds good! Gwenifer Raymond live in Longiano
– The Bakery Sounds Good!
Questa è stata la risposta di Andy, l’agente di Gwenifer Raymond, alla proposta folle di suonare il 13 marzo a Longiano ad un evento privato. Il mio compleanno. E quello della mia amica Sabrina. Ma procediamo con ordine perché questa storia va sgomitolata, per capire quanta energia ruoti intorno a questo live.
– Phil quest’anno però io il compleanno lo festeggio!
mi dice Sabrina, fuori dal Mambo, mentre entrambi aspettiamo le pizze da portare a casa.
– Lo festeggiamo insieme?
– Dai qualcosa ci inventiamo – dico io – anche se di solito non sono un gran organizzatore. Non ho voglia di stressarmi anche il giorno del mio compleanno
– A chi lo dici!
– Ad ogni modo qualcosa facciamo, teniamo il ferro caldo e vediamo cosa salta fuori!
Poi succede che do un’occhiata al calendario e il 13 Marzo capita proprio di Venerdì. Venerdì 13. Data che più fortuna di così non può esserci (a meno che tu non sia yankee).
– Qualcosa sarebbe bello organizzare, ma deve essere qualcosa di speciale.
Succede poi che in quei giorni l’Algoritmo – che in questa storia ha un ruolo inspiegabilmente positivo – mi sottopone all’interno di una playlist da lui generata la musica di questa artista che fino ad oggi non era mai entrata nel radar delle mie orecchie. Radar che con il passare del tempo è sempre più noioso, esigente, antipatico. Gwenifer Raymond, una chitarra e 10 dita, anche se quando la senti suonare solo lei sembra un’orchestra. Leggo sull’internet lei rappresenta oggi uno degli esponenti di punta della nuova scena folk primitiva. Folk primitivo, come descrizione è piuttosto accurata. Ma a mio avviso c’è di più in quel finger picking ritmato come una necessità e con un’urgenza che non avevo mai sentito nelle mani di qualcuno nato dopo il 1975.
Ascolto in loop il suo ultimo disco, lo faccio per settimane. E ad ogni ascolto quel suono diventa sempre più giusto, esatto, magico. A quel punto comincio ad indagare. E già questo dovrebbe farvi capire quanto sia forte questa musica, in grado da staccare qualcuno dalla comodità della rete e rimetterla in strada, la dove poi le cose succedono veramente. Faccio un paio di ricerche, trovo il profilo social di Gwenifer e le scrivo, facendole i miei complimenti e chiedendole se per caso aveva in programma dei concerti in Italia nel breve periodo, perché mi sarebbe piaciuto sostenerla ed eventualmente collaborare all’organizzazione di nuovi spettacoli.
– Hey Philip – actually I will be playing some shows at the end of February – Milan, Florence and a remote spot near Udine.
– Thank you so much for the feedback! I have not found anything about these shows… Maybe Feb is a bit too early for us.. have you any day off?
– yeah, not properly announced yet. If you like, I can give you my agent’s email?
– yes please I will doublececk with him opportunities
Si perché in piena era PATER NEMBROT (sic.) per un attimo avevo persino creato una piccola agenzia di Booking, per organizzare concerti per la mia band e per quelle degli amici con cui ci si aiutava. L’agenzia si chiamava 1991 Agency. Il 1991 è l’anno di uscita di Nervermind, il disco che ha cambiato per sempre la storia del mercato musicale. Su Nevermind è già stato scritto tantissimo, ma si potrebbe scrivere ancora di più. Ma non è questo il punto.
Il punto è che a un certo punto scrivo all’agente di Gwenifer Raymond e gli dico:
Through the years I also booked concerts for TRUCKFIGHTERS (SWE), CONNY OCHS (DE), LAOTRACINA (USA), SENDELICA (UK), SAMSARA BLUES EXPERIMENT (DE), PATER NEMBROT (ITA), SMALL JACKETS (ITA), ANANDA MIDA (ITA), HAPPY MURDER (ITA), DA CAPTAIN TRIPS (ITA), HYPER EVEL (ITA), and many others…
Please let me know if we can collaborate somehow,
that would be a great connection for those who love this kind of music around. All the Best, Phil





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