21 Feb Dinosauri, meteore e linee guida per i siti web della Pubblica Amministrazione
La pubblica amministrazione italiana è un dinosauro che cerca con movenze pachidermiche di schivare meteore incandescenti rappresentate dagli accidenti che quotidianamente comuni cittadini ed utenti generici le scagliano imbufaliti contro. Dalla metà degli anni '90 qualcosa a livello normativo ha cominciato a smuoversi, dall'inizio del XXI secolo qualche precipitato delle scelte normative effettuate ha cominciato ad avere effetti sul paese reale. Le Leggi Bassanini, la Legge 150/01, il Codice dell'Amministrazione digitale, sono solo alcuni dei provvedimenti intrapresi per cercare di svecchiare il nostro apparto burocratico ed avvicinare la cittadinanza all'enorme mole di documenti, opportunità ed occasioni di controllo offerte da internet e dalla rete.

Sono al lavoro. Fra dieci minuti stacco. Mi prendo una pausa. Ho bisogno di trovarmi. Sono passati ormai 10 anni dalla prima volta che ho scritto questa frase. Di cose ne sono cambiate molte. Ma ancora stento ad individuare quale forma dare al mio essere. Cerco di correre, provo a fermarmi. Cerco di muovermi, non di soffocarmi. E non mi importa mai di quello che appare ed è una cosa di cui non andare fieri. Come se fossi condannato ad essere fuori dai giochi per il resto dell'eternità. Ma ho smesso di crogiolare nei castelli di sapone costruiti ad hoc per godere del mio stare male. Me ne frego, come me ne frego di tante altre cose. Tradimenti, amicizie presunte, solitudine, moltitudine, voglia di cambiare e di restare. Sono tutto. Tutto in Uno. En To Pan.
Un treno che parte da una stazione del'est. Ci sono delle strane rampe di metallo verniciato di blu e completamente scarenate che mi fanno pensare ad un ambientazione cyber-punk. Non ricordo perché sono lì, ma prima di salire sul vagone so per certo di essere in viaggio assieme a tante persone che conosco, tanti amici, tutti accomunati dall'ingombro dei bagagli, improbabili accostamenti di vestiti e colori e un po' di trascuratezza. Alla fine di un viaggio dai sempre il peggio di te. Il treno è grigio e non è certo pulito. Ha una banda rossa sulle due pance laterali, a indicare l'altezza dove poter cercare la maniglia di emergenza senza rimanere delusi.
Torno qui a concentrarmi, con la testa piena di intrugli.
In questi giorni mi barcameno fra la sensazione che provano quelli che sono stravaccati in spiaggia, a tu per tu con il sole, ma con il cellulare sul tavolino dell'ombrellone (i più proletari, dentro la borsa, in spiaggia libera) e quelli che invece le ferie non le hanno ancora viste e non fanno altro che pensare ad un bel viaggio, capace di spazzare via le piccole cose che durante tutto l'anno te le fanno girare.
A metà perchè è esattamente a metà che sono, ma ancora va bene così.
Miles Davis Suona.
Intanto penso a che cos'è davvero quella strana bestia che chiamano amicizia. Non riesco ancora a capire di che soca sia relmente fatta. A volte mi obbligo a pensare che non debba avere gli stessi meccanismi che si dimostrano vincenti, funzionanti in tutte le altre aree dell'interazione. A volte mi illudo che ci si postra mostrare per quello che si è con coloro che si ritengono vicini. Il punto è che spesso quella piccola cerchia di persone è effittivamente ancora più