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Una riunione "sentita"

13 Ott Una riunione "sentita"

CESENA – E’ proprio il caso di dirlo, una riunione di quartiere veramente “sentita”. Sentita per la grande affluenza di cittadini che hanno pressoché riempito la sede del quartiere Rubicone di via Suzzi a Calisese. Oltre la cinquantina. “Sentita” per la natura stessa del tema all’ordine del giorno. L’assemblea di venerdì sera infatti è stata convocata per affrontare il problema esalazioni e cattivi odori che da anni ormai infastidisce i residenti delle zone limitrofe allo stabilimento “Novissime” della COPRA – Cooperativa produttori romagnoli avicoli – di Case Missiroli. Cattivi odori “sentiti” a distanza di centinaia di metri dalla sede dell’azienda, ai quali si sono aggiunti nel tempo fenomeni di inquinamento acustico che hanno portato i cittadini a chiedere spiegazioni e soluzioni per una questione da troppo tempo sottovalutata. L’origine del cattivo odore è da attribuirsi alla movimentazione di fanghi e dei liquami di scarto ottenuti dalla lavorazione delle uova. Un processo che avviene durante il giorno e che durante le fasi di carico e scarico raggiunge il suo apice, anche se i cittadini denunciano picchi di esalazioni sgradevoli anche durante la notte. Da qui le perplessità di ARPA Ambiente evidenziate da Paolo Rossi durante l’incontro: “Il problema che abbiamo noi ora è capire perché questi odori ci siano anche alle dieci di sera, al di fuori delle operazioni di carico e scarico”. A giudicare dal clima in sala, una soluzione dovrà essere trovata in fretta. I cittadini sono esausti, agguerriti più che mai nonostante la battaglia contro le esalazioni si protragga da quasi 10 anni. “Non possiamo più tenere le finestre aperte in casa nostra”. “Nessuno sa che cosa si deve fare. Siamo sempre in via sperimentale. Ci sentiamo abbandonati dall’amministrazione comunale”. E minacciano un blocco della via Emilia e delle due provinciali che lambiscono Case Missiroli in caso non vengano individuate soluzioni serie al problema. I cittadini inoltre chiedono analisi e rapporti dettagliati sulle sostanze emesse in atmosfera da parte dell’industria. “Vogliamo essere rassicurati rispetto l’aria che siamo costretti a respirare, o almeno spere di che morte dobbiamo morire” lamenta provocatoriamente un’abitante. Mentre tutti concordano sulla necessità di dotare l’impianto industriale di un nuovo sistema di carico e scarico fanghi, che preveda la movimentazione dei liquami maleodoranti all’interno di un ambiente chiuso ed isolato. Un malumore ed un sentimento di indignazione diffuso, che i rappresentanti delle autorità competenti – presenti all’incontro l’Architetto Calderoni del ufficio ambiente comune di Cesena,  Mariagrazia Cacciaguerra e Paolo Rossi di Arpa Ambiente e Luca Balestri del Servizio Ambiente della provincia di Forlì-Cesena –  a stento sono riusciti a domare. Complice sicuramente il rifiuto da parte dei rappresentanti della COPRA di presenziare all’incontro per gestire la situazione di crisi ed i rapporti con la popolazione confinante. “Nonostante i ripetuti inviti, l’azienda non mi ha mai risposto, decidendo quindi di non dare alcuna spiegazione su questo indiscutibile disagio”. Così il presidente di quartiere Claudio Venturelli, in apertura dell’incontro. Intanto Arpa ambiente promette controlli più serrati all’impianto. Obiettivo, spiegare almeno il motivo di queste esalazioni anomale. E porvi rimedio.


1Comment
  • pippo
    Posted at 22:14h, 13 ottobre Rispondi

    Mi accorgo solo ora che “COPRA” (sigla che sta per cooperativa produttori avicoli romagnoli) ha una pronunciata assonanza con kòpros che in greco significa sterco. Si insomma un problema prima di tutto etimologico. Inutile dire che avrebbero dovuto pensaci a suo tempo, del resto si sà, Omen Nomen…

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