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Longiano Freedom Flotilla

31 Mag Longiano Freedom Flotilla

LONGIANO – Arrivano con il contagocce le informazioni sugli italiani coinvolti nell’attacco israeliano alla missione di pace internazionale denominata “Freedom Flotilla”, che trasportava tonnellate di aiuti per la popolazione della Striscia di Gaza. E come una goccia, fra gli attivisti e gli esponenti delle ONG internazionali coinvolti nel drammatico attacco di ieri c’è il giovane fotoreporter longianese Manuel Zani. Le informazioni sul suo conto si fanno attendere. Dalla Farnesina per il momento arriva solo la notizia che fra i morti dell’attacco non figurano italiani. Ed il fiato torna a farsi spazio in gola. Classe 1980, Manuel si laurea a Bologna in lettere e filosofia, lavora come cameriere in alcuni ristoranti di Longiano, impieghi che gli permettono di dedicarsi a quella che è la sua vera vocazione senza gravare sulle spalle della famiglia. Raccontare quello che ti succede attorno, il video ed il giornalismo: passioni talmente grandi che lo portano venerdì scorso ad imbarcarsi per la Palestina come freelance assieme ad altri 5 giornalisti di Infopal, un’agenzia stampa online a fini non lucrativi che segue l’evoluzione delle vicende mediorientali avente sede in provincia di Torino.
La partenza venerdì scorso dopo alcune tappe nel Mediterraneo, ieri mattina l’arrivo al largo del coste di Gaza e l’attacco alla flotta.
“Siamo in costante contatto con la Farnesina – dice il fratello di Manuel, Mattia Zani – ma non siamo ancora riusciti a metterci in contatto direttamente con Manuel. Tutto quello che sappiamo è che l’equipaggio di tutte le navi della flotta è stato portato a riva ed è in stato di fermo per accertamenti. Dalla Farnesina ci dicono che probabilmente non sapremo nulla di nuovo fino a domani”. A questo si aggiunge che – come leggiamo da un comunicato dell’agenzia Infopal – le navi di Freedom Flotilla sono state fatte attraccare nel Porto di Ashod che è stato dichiarato zona militare dalle autorità israeliane e reso dunque inaccessibile ai diplomatici internazionali ed ovviamente ai giornalisti. Elementi questi che fanno aumentare l’apprensione con cui si aspettano nuove informazioni sull’attacco e soprattutto sulle condizioni di Manuel.

(In serata, è giunta la notizia che Manuel sta bene, ma che si è rifiutato di firmare le carte per il rimpatrio assieme ad altri tre volontari di Infopal).

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