Bol & Snah, live @ Teatro Petrella, Longiano 14/11/13

15 Nov Bol & Snah, live @ Teatro Petrella, Longiano 14/11/13

Da dove cominciare. Partiamo dal fatto che sono venuto a conoscenza di questo evento solo qualche giorno fa, mentre vivevo la mia second life su uno dei tanti social network su cui bazzico. Snah (chitarrista fondatore dei Motorpsycho) live al Petrella di Longiano. Ho detto è uno scherzo, chiamo un paio di volte in teatro ma niente, lascio un messaggio in segreteria, poi venerdì pomeriggio mi dicono che è tutto confermato e soprattutto che è tutto vero, il concerto c’è, i posti ci sono. Perfetto vediamo un po’ che razza di spettacolo ci aspetta. Senza stare a raccontare tutto quanto, che siamo arrivati alla spicciolata e Bozo era già lì, che Guido Cresi porgendomi un bicchiere di Montenegro mi ha chiesto seriamente se volevo un po’ di Motorpsycho e via andare, mi trovo seduto al centro della platea assieme ad un’altra ventina di persone divertite dallo spazio libero in sala, dall’insolita situazione per un concerto di capelloni…ma saranno poi tutti capelloni!?…le luci si abbassano.

Di seguito seguito un estratto dal disco Bol / Westerhus / Snah: Numb, number del  (2012)

Entra prima Tone Åse, voce del trio jazz BOL, mentre la parte maschile dell’ensable – Ståle Storløkken alle tastiere, Tor Haugerud alle percussioni e Hans Magnus “Snah” Ryan alla chitarra – si posiziona vicino al proprio strumento con un sincronismo tutto scandinavo. Snah inizia a pizzicare le corde della sua Gibson 335 in modo costante ed uniforme, tanto che l’inizio del concerto sembra un elettrocardiogramma. Poi arriva la voce e si parte.

Parlare di sperimentazione e di musica sperimentale significa più o meno parlare di niente. Quello che sento durante l’ora abbondante dello spettacolo però è una enorme quantità di psichedelia, perennemente sospesa fra suggestioni solenni, forte carica emotiva e divagazioni strumentali che spaziano dal progressive rock della scena di Canterbury al noise della New York di fine anni ’80. L’impressione è quella di avere assistito ad una versione estesa di The Great Gig in the Sky divisa per atti: un susseguirsi di brani per la maggior parte fluidi, dilatati ed al limite della jam, suoni di frontiera in cui il rock degli anni ’90 – Snah, la sua chitarra e la sua maglia a righe orizzontali bianche e nere – incontra l’elettronica sintetica ed i campioni elettronici di Ståle Storløkken, mentre le ritmiche quasi sorteggiate da Tor Haugerud e  la voce suadente di Tone Åse si impongono e richiamano le divagazioni strumentali all’ordine armonico.

Ultima nota sul video: in genere non mi piace filmare i concerti, per tanti motivi. Il filmato per la maggior parte è nero perchè l’atmosfera in sala era veramente raccolta. Suggestiva e buia. Non mi piaceva l’idea di distrarre quelli seduti nella fila posteriore con la luce dello schermo di un cellulare. Però volevo riprendere quello che stava succedendo, perchè ieri sera è successo qualcosa di grande. Chiudete gli occhi, godetevi la musica!

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