Monitorare la storia delle SERP di Google. Una storia vera

28 Nov Monitorare la storia delle SERP di Google. Una storia vera

Quando vuoi scoprire qual’è il posizionamento del tuo sito web su un motore di ricerca non devi fare altro che aprire la pagina del motore di ricerca, digitare la parola per la quale vuoi verificare il posizionamento e cliccare invio.

Il risultato di questa azione si chiama SERP (Search Engine Result Page). Fin qui tutto normale. Ma sempre più persone sono interessate a conoscere qual’è l’evoluzione del proprio posizionamento sulle SERP nel tempo. Specie da quando la SEO è diventata una disciplina più o meno riconosciuta anche in ambito informaticamente strict.

Per la parola chiave /keyword /oggi sono in 3 pagina, un mese fa ero in 4°, domani voglio essere in prima.

Questo più o meno lo scenario con cui ogni SEO si trova a dover fare i conti all’arrivo di un nuovo cliente. Capita poi che quel determinato cliente chieda la consulenza di altre agenzie e professionisti, che questi collaborino all’ottenimento di determinati risultati. Come è ovvio che sia, capita poi che questi vogliano prendersi il merito di determinati risultati.

Chi ha fatto cosa? Quale misura SEO è responsabile del miglioramento di posizione sulle SERP?

A questo punto diventa fondamentale avere a disposizione uno strumento in grado di tracciare lo storico dei risultati di ricerca su un motore di ricerca determinato per una determinata parola chiave. Un tool di questo tipo è chiamato SERP tracker o SERP History Tool. Se non altro per fornire dati che possono ragionevolmente lasciare supporre che anche noi poveri stronzi possiamo contribuire – seppure in modo controllato – alle modalità di diffusione dell’informazione e dei contenuti sul web.

La mia ricerca per un SERP History Tool però ha dato risultati poco confortevoli. Esistono software che vanno installati sulla propria macchina e sono in grado di inviare query automatiche e periodiche a Google e registrarne il risultato su di un DB in locale. Questi sofware sono però da installare ed i risultati non sono consultabili prima che l’attivazione degli stessi sia stata effettuata. Rientrano in questa casistica i seguenti prodotti:

Quest’ultimo tool mi sembra molto valido e dalla Demo scaricabile online ci si può far una chiara idea del suo funzionamento.

Ad ogni modo, anche semplicemente attraverso Google e gli strumenti messi a disposizione gratuitamente (per il momento) possiamo coimnciare a raccogliere dati autonomamente. La loro accuratezza dipende da quanto siamo disposti a scervellarcci su come ottenere un risultato ottimale. Per una visione di insieme è possibile utilizzare strumenti come Google Zeitgeist o Google Trends.

Ma per il nostro Ranking nelle SERP di Google? Vengono in nostro soccorso un paio di articoli che attraverso Google Docs ci permettono di costruire uno Scraper che, dopo aver processato dati relativi alla keyword  ed alla pagina web che intendiamo monitorare è in grado di fornirci il posizionamento di quest’ultima nelle SERP del motore di ricerca selezionato. Date un’occhiata a questi due articoli:

I tool costruiti non funzionano più, questo qui invece si:
Ha ancora qualche problema perchè le informazioni in ingresso sono ancora un po’ sporche, ma è un ottimo punto da cui partire. Lo step successivo è configurare uno script attraverso cui fare un backup con un intervallo di tempo da individuare (meglio settimanale o mensile) e creare una serie storica dei dati raccolti.
Se avete spunti osservazioni e modifiche da suggerire fatevi avanti, siete i benvenuti. Dal canto mio terrò aggiornato questo post, promesso 🙂
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