Munehisa Homma, semiotica e fortuna

14 Mag Munehisa Homma, semiotica e fortuna

Semiotica e fortuna, almeno in senso finanziario, non vanno molto d’accordo. E credo di non dover temere smentite riguardo a questa affermazione, nonostante la così detta scienza dei segni rappresenti uno di quei domini del sapere a cui  quotidianamente facciamo riferimento, senza nemmeno rifletterci troppo su. Leggere un segno. Interpretarlo. Questo è quello che tutti qunti facciamo quotidianamente quando cammianiamo per  strada, controlliamo il timer del microonde, guardiamo il sole sorgere o tramontare, e così via. Questo è quello che vorrebbero saper fare alla perfezione gli operatori di borsa: nel nostro caso ci assolve una specie di innoqua necessità – interpretare correttamente un segnale significa portare a termine un’azione che spesso non comporta danni o privazioni per soggetti terzi – nel loro invece appare piu’ rilevante la volontà di prevaricare. Volontà che certo rappresenta una specie di diritto per gli uomini che vivono in società complesse come la nostra, ma che all’interno dei mercati finanziari e della borsa spesso si traduce in sadismo. Mors tua, vita mea. Anche se poi su questo si potrebbe ragionare, magari su di un’altra pagina di questo blog.

Leggere, interpretare i mercati dunque. Come fare? Servono dei segni, serve un linguaggio condiviso. Ed è qui che sbucano le candele giapponesi (candle stick). Il nome appare misterioso ed evocativo (non oso immaginare cosa penserebbe David di una Candela Giapponese!) e scoprire che proviene da molto lontano non fà altro che confermare questa specie di attrazione. L’andamento dei mercati infatti è rappresentato graficamente dalla maggior parte dei trader attraverso diagrammi a candela e la logica che sta alla loro base è vecchia di oltre 250 anni.

Furono utilizzate per la prima volta nel Giappone nel XVIII secolo per prevedere l’andamento dei prezzi del riso in seguito all’introduzione di questo metodo da parte di Munehisa Homma, un mercante di riso di Sakata che operava nel mercato di Osaka. Storia e leggenda si fondono dietro a questo personaggio. Quel che rimane però è che Muneshi Homma sviluppò un vero e proprio codice d’interpretazione dei mercati in cui egli operava. Codice che si serviva di vocaboli di guerra utilizzati dai samurai per enfatizzare il significato delle rappresentazioni tecniche che lui stesso aveva inventato: il Martello, l’Impiccato, la Coperta di Nubi Scure, la Stella del Mattino, l’Avanzata dei Corvi Neri,ecc., sono tutti nomi di posizioni che il mercato può assumere e che vengono ancora oggi utilizate per descrivere l’andamento di un titolo o di un’azione. E se consideriamo quanto è grande l’impatto che la finnza ha oggi sulle nostre vite, viene naturale pensare a Homma come uno di quegli uomini che sicuramente ha contribuito alla costruione della cultura e del sapere ocidentale, al pari di Tolomeo, Copernico, Enrico Fermi,  e così via.

[Fermi in questo elenco calza a pennello come esempio di scienziato, scopritore, le cui invenzioni possono avere applicazioin estremamente benefiche  oppure disastrosamente negative]

E che c’azzecca la semiotica? Muneisha Homma forse rappresenta l’unico semiologo ad aver fatto fortuna con un insieme di figure capaci di rappresentare al meglio una porzione di realtà, nella fattispecie l’andamento dei mercati. Semiotica e fortuna. Come ricorda l’amica wiki, in Europa il metodo giunse nel 1989 grazie a Steve Nison che ne pubblicò varie regole nel suo famoso libro “Japanese Candlestick Charting Techniques“:  libro he mi piacerebbe leggere, vediamo un po’ se lo si trova.

Fatto tutto questo preambolo comunque, rimane da rispondere alla domanda delle domande: che diavolo sono queste candele Giapponesi e come funzionano??

Munehisa-HommaSemiotica e fortuna, almeno in senso finanziario, non vanno molto d’accordo. E credo di non dover temere smentite riguardo a questa affermazione, nonostante la così detta scienza dei segni rappresenti uno di quei domini del sapere a cui  quotidianamente facciamo riferimento, senza nemmeno rifletterci troppo su. Leggere un segno. Interpretarlo. Questo è quello che tutti qunti facciamo quotidianamente quando
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