Silvio Berlusconi, il Presidente più Pazzo del Mondo

09 Nov Silvio Berlusconi, il Presidente più Pazzo del Mondo

Non riesco a capacitarmi di come, sentendo la telefonata di Berlusconi al Tg1 – l’ennesima, che questa volta trova come interlocutore il pettinatissimo Giorgino – il mio animo si sia incrinato, abbia sentito in qualche modo la sincera delusione del nostro ormai ex presidente del consiglio. Una delusione che nasce dalla sua sincera convinzione di aver potuto avere oggi numeri a sufficienza per evitare di rendere esplicito quello che ormai da settimane, mesi, se non addirittura anni, era chiaro agli occhi dei più, cioè che Silvio Berlusconi non fosse più adatto a rappresentare l’Italia.

A prescindere dalla retorica e dalle motivazioni di un accanimento così sadico da parte dei mercati sui nostri titoli di stato – argomento che da sè meriterebbe centinaia di post, pagine, libri – Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi da tempo per il semplice fatto che i sentori di uno scollamento con la situazione reale in cui vertono tante famiglie italiane, sempre meno alle prese con la gestione del proprio tesoretto e sempre più indaffarate per cercare di non affondare, andavano aumentando di intensità.

I numeri sulla disoccupazione sono forti, quella giovanile data quasi al 28% dall’Ocse solo pochi giorni fa, il che significa almeno due cose: quasi un giovane sotto i 30 anni su 3 è disoccupato, e nonostante l’Italia sia un paese di vecchi, geriatrico e gerontocratico, c’è sempre meno gente che ha tempo anche solo per pensare di accedere a party con belle donne, lusso, aerei di stato, viaggi a Panama, igieniste dentali procaci e via discorrendo, mentre crescono quelli che probabilmente dovranno fare la carità per continuare a guardare gli altri che si inebriano al banchetto del bel paese.

La caduta di Berlusconi allora diventa quasi una conseguenza, un effetto causato in modo molto onesto, quasi meccanico, da azioni e premesse ben precise. Premesse che portano dritto a chi ha permesso che nel giro di oltre dieci anni l’Italia sia passata dalla debaclè della prima Repubblica a quella della seconda senza poter vantare – ahinoi – alcuna cresta di buon governo e buona politica capace di spezzare con un po’ di costanza un trend difficile da ereditare.

Non voglio addentrarmi però in un discorso grande, troppo per quest’ora della sera. Mi va di rimanere ad ascoltare le mie impressioni. E dopo aver ascoltato la telefonata al Tg1 ho avuto la sensazione che qualcuno avesse annunciato l’arrivo imminente e le cinture di sicurezza da allacciare per l’atterraggio. Ottimo. Ci auguro di non atterrare dove ci stava conducendo il-presidente-più-pazzo-del-mondo e di essere dirottati da qualche eroe dell’ultima ora verso una nuova e adolescente Italia.

ps. “Giovane” nell’anno del 150° ormai non lo è più neanche lei
pps. oddio, ho detto “aereo”, “dirottatore” ed “eroe”, nella stessa frase che per giunta finisce con un happy ending. Mi daranno del Black Block, Haker membro di Anonymous, Pirata e sostenitore di Wiki Leaks, quando non del comunista ebreo anche un po’ Negro e sicuramente filo-jiadista, anzi no filo-libico, ma tantè, sic transit gloria mundi.

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