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Questo ferro un giorno sarà una bicicletta da corsa eroica

bicicletta da corsa eroica

06 Ago Questo ferro un giorno sarà una bicicletta da corsa eroica

E poi un giorno ti trovi con una bicicletta sotto al culo e pensi, chissà quanti culi si sono seduti qui sopra! Chissà quanta gente ha conosciuto questo ferro, quante strade avrà percorso. E da bravo appassionato e cultore (ho scritto veramente cul-tore!?)  di vintage il primo pensiero corre al restauro, o meglio alla restituzione dello smalto e della bellezza che questa bicicletta doveva avere nel periodo in cui veniva prodotta. Non ho un’idea chiara dell’anno ancora ma parliamo sicuramente della metà degli anni ’70.

La storia di questa bicicletta è quella di molte biciclette simili. Uno zio con la passione del ciclismo che ad un certo punto cambia strada e abbandona la sua bici in uno sgabuzzino, lo spazio delle case che tende entropicamente ad essere sempre di meno, lo svuotacantine che sposta tutto dalla cantina al bidone dell’immondizia, ed un nipote che dal bidone dell’immondizia salva il salvabile. Destino vuole che quel nipote sia un mio amico che però ha la passione della mountain bike e di una bici da corsa vecchia di 40 anni non sa che farsene. Il resto della storia di questa bicicletta NANNI inizia proprio con questo post!

La bicicletta in sé non ha un valore molto grande: Nanni è a tutt’oggi un piccolo negozio di Cesenatico, in romagna, terra molto fertile per quanto riguarda il ciclismo, nonostante non abbia fatto di questo marchio uno di quelli ricordati in tutto il mondo come ad esempio Bianchi o Cinelli. Tuttavia questa piccola bottega romagnola realizzava biciclette in modo molto curato, utilizzando componenti di primissima qualità, componenti che a distanza di anni sono diventati veri e propri oggetti di culto per appassionati e addetti ai lavori.

Il gruppo presente sulla bici è il gruppo Campagnolo Nuovo Record datato 1967 e riconoscibile dalla scritta “PATENT” presente lungo la sede dove si infila la vite per il serraggio al telaio, caratterizzato dal perno di fermata del parallelogramma costruito in modo permanente nel meccanismo di rotazione. Il gruppo comprende cambio, deragliatore anteriore, pedali (anch’essi marchiati Campagnolo Patent) e manettini al manubrio.

Di campagnolo poi abbiamo anche il canotto sella, le clip al telaio per il filo dei freni, il piantone manubrio e i morsetti al telaio di entrambe le ruote. Su corona e pedivella invece c’è l’ombra di qualche dubbio, poiché l’ campeggia la scritta Made in France e non ho trovato molte informazioni online.

L’obiettivo che mi sono prefissato rispetto a questa bici è rimetterla a nuovo, e trasformarla in una bicicletta eroica, ovvero una bici che possa partecipare a L’Eroica, la corsa di ciclismo nata sulle colline del chianti e oggi esportata in tutto il mondo – proprio come il vino che nasce nella stessa terra – in cui gareggiano fra loro solo ed esclusivamente biciclette dal sapore vintage.

Così come recita il regolamento presente sul sito ufficiale de L’Eroica, per BICI EROICHE si intendono tutte le bici da corsa su strada costruite fino al 1987 incluso, sia con cambio che senza cambio, quali quelle costruite alla fine del 1800 o all’inizio del 1900. Queste biciclette hanno presumibilmente il telaio in acciaio, ma rari telai in alluminio sono ammessi quali quelli di Alan e Vitus con congiunzioni avvitate ed incollate nonché telai Exxon Graftek di fine anni ’70 con tubi in carbonio e congiunzioni in alluminio.

Per quanto riguarda i componenti le biciclette devono essere in linea con le seguenti indicazioni:

  1. le bici di più recente costruzione con cambio a deragliatore tipo Simplex, Huret, Campagnolo, Zeus, Shimano, Suntour, etc. devono avere le leve del cambio sul tubo obliquo del telaio (in deroga sono ammessi solo comandi bar-end di prima del 1980);
  2. b) i pedali devono essere muniti di fermapiedi e cinghietti o, per le bici più vecchie, semplicemente come gli originali; non è ammesso alcun tipo di sgancio rapido;
  3. c) il passaggio dei fili dei freni deve essere esterno al manubrio (è consentito il passaggio dei fili all’interno del telaio);
  4. d) le più vecchie biciclette con cambio devono avere cambi originali quali Cambio Corsa, Paris Roubaix, Cambio Vittoria Margherita, etc.
  5. e) le ruote devono essere montate con cerchi a profilo basso (meno di 20 mm) e almeno 32 raggi; sono ammessi cerchi in alluminio, acciaio e legno;
  6. f) sono consentiti sia tubulari che copertoncini;
  7. g) è auspicabile, non obbligatorio, che le selle siano dello stesso periodo delle biciclette, quindi modelli del 1987 o antecedenti; in alternativa consigliamo selle nuove, purché siano repliche di modelli vecchi;
  8. h) è consentito l’adeguamento dei rapporti della ruota libera alle difficoltà del percorso;
  9. i) non ci sono restrizioni sul tipo di freni, purché siano in linea con il periodo di costruzione della bicicletta e purché siano funzionanti per ragioni di sicurezza.

Vi terrò aggiornati sulle operazioni di restauro: per quanto mi riguarda la parte veramente eroica di tutta la faccenda 🙂

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