Dexter Jones’ Circus Orchestra + Year Long Disaster @ SOJO

15 Apr Dexter Jones’ Circus Orchestra + Year Long Disaster @ SOJO

Seconda domenica d’Aprile nella tana dell’Orange Factory, muscolo vitale ed indiscusso della musica live Nord Europea. Ci sono i Dexter Jones’ Circus Orchestra e gli Year Long Disaster…vediamo un po’:

I Dexter Jones Circus Orchestra mi fanno l’effetto che mi farebbe Brant Bjork, biondo e bianco, se avesse per qualche oscura ragione fondato una band in svezia inspirato da gente come gli Hellacopters. Hanno groove, ma sono allo stesso momento molto melodici. Qui a Leuven suonano in veste di opening act, e forse è anche per questo motivo che il loro freno a mano rimane tirato. I pezzi si susseguono uno dopo l’altro, molto rapidamente. Il pubblico apprezza, ma la band rimane un po’ ingessata. Almeno fino a quando non fa gli onori di casa Steve Houtmeyers, chitarrista degli Hypnos 69, prima ancora che amico e sostenitore della Circus Orchestra. Gli ultimi 3 pezzi che la band suona con Steve sono un tripudio di chitarre (sono proprio 3): assoli che si intrecciano, capelli al vento e groove che cresce di intensità. C’è spazio anche per un piccolo bis, con la band tornata alla sua formazione originale.
Ma il dubbio rimane: non è che Brant ha un fratello albino norvegese!?

10 minuti, e spuntano i Year Long Disater. Solo a vederli questi 3 scalmanati hanno proprio la faccia da stronzi. Il bassista è uno di quei tamarri che se non avesse alcun strumento fra le mani starebbe perennemente a dita medie alzate con la lingua fra i denti, il cappellino in testa girato e le ginocchia lievemente piegate. Beh, niente dita alzate, perche c’è un basso da suonare. Credo tranquillamente il basso più ignorante che ci siamin circolazione atualmente. Ha un volume spaventoso, è perennemente distorto e copre sulle onde basse e pure sulle medie. Il Batterista sembra il frutto di una relazione segreta fra Robert Smith e Dome La Muerte, ma non ha nulla di 80′ s s non il look e l’età (del tipo che già negli 80’s doveva essere un roccketaro). Picchia come un dannato. Poi lui, tale Daniel Davis – figlio se nn vado errato di un membro dei Kinks – un concentrato di Mark Bolan, Jimmie Page e Chris Cornell (quello ai tempi di Louder Than Love, per intenderci).

Gli Year Long Disaster sono incazzati marci, dominano le onde del metal più incazzato ma hanno un’attitudine che li posiziona senza nessuna stonatura nell’universo hard dei 70 ed in quello cupo della california dei 90. Il risultato è una bomba. Su tutti i pezzi, “Per QUALCHE DOLLARO” rimane in assoluto il più esaltante, consiglio vivamente una passata d’orecchie.

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