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La donazione di 500.000 € di Zuckenberg offende la dignità delle persone colpite dal sisma

31 Ago La donazione di 500.000 € di Zuckenberg offende la dignità delle persone colpite dal sisma

C’è un terremoto a Little Italy e Rupert Murdok offre 500.000 € alla comunità che lì risiede in spot pubblicitari su Sky. Quale sarebbe la reazione? Voglio dire, in quanti si tratterrebbero dal linciaggio più o meno virtuale, per un’iniziativa che apparirebbe a chiunque pacchiana, fuori luogo e completamente irrispettosa del dolore di chi sotto quelle macerie ci è morto o ha perso un proprio caro? Ora, Little Italy sta benissimo, Murdok non ha regalato niente a nessuno, ma un terremoto in Italia ce lo abbiamo avuto davvero e Mark Zuckenberg ha davvero offerto 500.000 euro di pubblicità alla Croce Rossa Italiana sulla sua piattaforma social Facebook. E io non mi spiego perchè solo il Codacons timidamente abbia notato che in questo gesto ci sia qualcosa di completamente sbagliato. Follia allo stato puro.

Ripercorriamo brevemente la vicenda: c’è un terremoto dove 300 persone perdono la vita, interi paesi rasi al suolo, comunità spezzate, edifici e identità da ricostruire. Partono i primi soccorsi, la società civile si mobilità, la notizia fa il giro del mondo. Tanto che il magnate del social network più diffuso al mondo – oltre 30 milioni di utenti solo in Italia – sceglie di dare una mano: si reca a Roma, visita Papa Francesco, viene accolto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, incontra gli studenti di una delle più importanti università del paese. Ed è lì che annuncia che contribuirà ad attraversare l’emergenza terremoto con una cospicua donazione.

Fantastico, ma la la donazione sarà effettuata in Ads Credit, cioè in visibilità su Facebook. La donazione di Facebook in favore del terremoto non è in denaro contante, non servirà a ricostruire nemmeno una capanna di paglia, nemmeno la cuccia di un cagnolino, bensì sarà devoluta come un buono omaggio in pubblicità. Un coupon dal valore di 500.000 € che la Croce Rossa Italiana potrà usare per promuovere attività non meglio precisate. Così è riportato ad esempio da questo articolo su Ansa.it

A questo punto, nonostante in molti non la pensino in questi termini, ti rendi conto di almeno un paio di cose:

Uno, che da un punto di vista tecnico, Facebook si conferma essere una piattaforma meramente commerciale. Togliamoci dalla testa di stare usando il nostro tempo libero in modo utile e creativo, di essere protetti da un network di amici e facce note. Stiamo solo subendo messaggi pubblicitari, intervallati da qualche faccia amica, che di fatto peggiora la situazione perchè è come se ingollasse la pillola. Uno strumento che non ha più nulla a che vedere con quello spirito di internet che imperava in origine, irrorato di ottimismo e voglia di condividere realmente informazioni. O meglio quello spirito è cambiato, maturato, fagocitando tutto quello che di paritario poteva essere veicolato. Oggi Facebook è da considerarsi un’immagine figura-sfondo: se paghi sei tu ad essere attivo, a trasmettere i messaggi che vuoi veicolare. Sei tu quello on focus. Se non paghi sei passivo e subisci quello che viene trasmesso non stop 24 ore al giorno. Non ci sono vie di mezzo, perchè è il suo stesso algoritmo a non lasciare alternative. Tant’è che nemmeno una notizia come quella del terremoto può trovare spazio nel wall di un social network come traffico organico, senza cioè dover investire budget pubblicitario. Almeno questo è quello che deduciamo dal fatto che il CEO di questo social network pensa di fare un’opera caritatevole donando spazio pubblicitario sul proprio media. Vuol dire che senza quegli euro i messaggi della croce rossa Italiana non se li cagherebbe nessuno. Sbaglio? Per cui se usate Facebook per promuovere qualsiasi tipo di attività e non usate Facebook Ads, mettetevi bene in testa che state buttando energie e tempo che potreste usare ben diversamente.

falsebookDue, che da un punto di vista etico, questa notizia conferma ancora una volta lo spessore umano di un personaggio come Mark Zuckenberg, ribattezzato Zuckenvesp per ovvie questioni di merito, pronto a sfruttare una tragedia immane come quella del terremoto che ha colpito Marche e Lazio per millantare fantomatici contributi alla ricostruzione, al ripristino della normalità e del quieto vivere, di fatto semplicemente facendo un investimento a costo zero (non sborserà un euro per il terremoto e la ricostruzione) che tra l’altro gli ha già reso tanto in termini di pubblicità e culto della personalità. Sarò maligno, ma rincaro la dose dicendo che anche la notizia di qualche mese fa che vedeva Zuckenberg in preda a spasmi filantropici che lo avevano portato a vendere il 99% delle sue azioni di Facebook a fini di beneficenza, in realtà al 99% rimane un semplice espediente per pagare meno tasse sul suo capitale, eludendo l’opinione pubblica prima ancora che il fisco.

Eppure non riesco a capacitarmene…come se il consorzio dei calzolai – con un fanta bilancio di oltre 50 miliardi di dollari – avesse fatto una donazione di 500.000 € in scarpe da trekking per permettere ai terremotati di muoversi più agevolmente fra le macerie. Ma stiamo scherzando?! La donazione di 500.000 € di Zuckenberg è un crimine contro la dignità delle persone colpite dal sisma, che hanno bisogno prima di tutto di cibo, indumenti, giocattoli, muri solidi, tetti sopra la testa, per tornare a vivere al più presto normalmente. Non di marchette. Almeno fino a quando tutto non ritorni uguale a prima, in questa strana normalità dalla quale è difficile non guardarsi sempre più con diffidenza.

Shame on you Mark.

 

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